Settori di attività
Rinologia
La rinologia è la parte dell’otorinolaringoiatria che studia la fisiologia e la patologia del naso e dei seni paranasali al fine di mantenere adeguate e presenti le varie funzioni nasali.
Le indagini endoscopiche, sia rigide che flessibili, permettono di esaminare al meglio le varie strutture della cavità nasale e individuare quadri paytologici a carico della cavità nasale o indirettamente dei seni paranali. In età pediatrica, l’endoscopia permette inoltre di certificare la presenza di tessuto adenoideo. Si possono rilevare alterazioni mucose responsabili di episodi di epistassi e tessuto neoformato che potrebbe essere di tipo infiammatorio o neoplastico.
La valutazione endoscopica permette anche di individuare spesso l’origine delle alterazioni olfattive che spesso sono conseguenza di fatti flogistici dalla cavità nasale.
L’esame delle varie porzioni dellla cavità nasale e del rinofaringe ha lo scopo di individuare quadri patologici infiammatori, traumatici e neoplastici che si possono realizzare nel distretto, e di attuare la diagnostica più indicata cui far seguire la terapia medica o chirurgica più idonea.
Orofaringologia
La orofaringoscopia permette di esaminare tutta la cavità orale, le mucose del pavimento orale della volta del cavo orale nella porzione anteriore( palato duro) sia in quella posteriore (palato molle), lo sbocco dei dotti delle ghiandole salivari, la lingua sia per la integrità anatomica sia per la sua motilità, la regione mediana della faringe e le logge tonsillari. Con mezzi endoscopici si può esaminare la regione della base della lingua e dell’ ipofaringe con l’epiglottide, le vallecole, la parete posteriore della faringe, fino alla regione di inizio dell’esofago rappresentato dai seni piriformi. All’esame ispettivo va inoltre aggiunto una esame palpatorio di tutte le strutture anatomiche riportate per escludere modificazioni della consistenza della parte esaminata, non rilevabile con la vista, segni di possibile patologia anche neopolastica. Va inoltre analizzata la consistenza e l’integrità anatomica delle ghiandole salivari maggiori, i cui dotti sono già stati riportati nell’ispezione.
L’esame delle varie porzioni dell’ orofaringe ha lo scopo di individuare quadri patologici infiammatori, traumatici e neoplastici che si possono realizzare nel distretto, e di attuare la diagnostica più indicata cui far seguire la terapia medica o chirurgica più idonea.
Laringologia
La laringe è un organo che svolge diverse funzioni e viene coinvolta nella deglutizione. Attraverso essa, passa l’aria che respiriamo per arrivare ai polmoni, si produce la voce e inoltre protegge la via aerea, nel suo complesso, dal passaggio di solidi e liquidi . Le indagini endoscopiche permettono di rilevare quadri di alterazione organica su base infiammatoria, traumatica, neoplastica o funzionale.
Questo studio è integrato da un supporto video che permette di registrare le immagini, di rivederle e di discutere su di esse. Alcune patologie organiche e funzionali della laringe, possono determinare una riduzione del passaggio di aria in laringe con conseguente difficoltà respiratoria che può arrivare alla dispnea. Questo quadro può essere anche molto acuto e creare notevoli difficoltà al soggetto che lo subisce. La diagnosi sull’origine della difficoltà respiratoria, determina il successivo comportamento medico o chirurgico che dovrà risolvere o mitigare il problema.
L’esame palpatorio del collo e delle strutture anatomiche individuabili sarà obbligatorio per escludere manifestazioni cliniche a distanza, di quadri patologici misconosciuti.
Patologia della voce
Come accennato, la funzione vocale è una delle funzioni importantissime che svolge la laringe. L’integrità anatomica e funzionale delle corde vocali è indispensabile ai fini di una adeguiata vocalità. Infatti la vibrazione della mucosa delle corde vocali, determinata dalla corrente aerea che proviene dalla trachea, crea il suono che, opportunamente modulato e modificato dalle cavità di risonanza, determina le caratteristiche vocali di ogniuno di noi. I quadri patologici, congeniti o acquisiti, alterano la dinamica espletata in precedenza determinando una variazione, temporanea o permanente, della voce. La videoendoscopia ha il compito di individuare, se possibile, le cause di questa alterazione e di far partire uno o più processi diagnostico-terapeutici, che devono riportare alla normlità il quadro patologico. In molti casi all’origine delle alterazioni vocali esiste una alterazione di tipo funzionale per cui, pur non avendo alterazioni anatomiche o patologie organiche si ha un risultato vocale alterato in rapporto alle richieste. Tale quadro viene determinato dalla inadeguatezza dei processi muscolari e/o di coordinazione tra le varie sezioni coinvolte nella realizzazione della voce.
Sulla base di questa prima valtazione si possono attuare ulteriori procedimenti diagnostici ( TAC, RMN ecc.) per arrivare ad una corretta diagnosi, cui potrà seguire una terapia, medica, chirurgica o riabilitativa.
Patologia della deglutizione
Sempre per via endoscopica si possono cominciare a valutare le alterazioni della deglutizione, dopo aver esaminato le altre sue fasi, per individuare eventuali patologie locali che la possono determinare. Tale indagine dinamica, può essere attuata anche durante l’atto deglutitorio, utilizzando diversi tipi di alimenti, al fine di discriminare meglio le sedi della lesione e quali meccanismi non lavorano come dovrebbero. L’integrità anatomica, farà pensare a quadri patologici di competenza neurologica con conseguenti indagini radiologiche (TAC, RMN ecc.).
Audiologia
L’esame clinico delle funzioni dell’orecchio si sviluppa sull’integrità anatomica e funzionale dell’organo. L’esame clinico valuta il quadro antomico ispezionabile direttamente o per mezzo di esami radiologici (TAC, RMN ecc) o ancora con test relativi alla funzione sia uditiva che vestibolare, nonché l’integrazione tra le funzioni dell’orecchio con il sistema nervoso centrale.
Gli esami funzionali della componente acustica dell’orecchio ( orecchio medio e interno ) sono rappresentatio dagli esami audiometrici. Questi possono essere tonali, (liminari e sopraliminari) , vocali (con o senza competizione) e impedenzometrici oltre ad esami di secondo livello, piu facilmente eseguiti in strutture ospedaliere o specializzate, basati su risposte elettrofisiologiche dell’orecchio (potenziali evocati acustici).
Otomicroscopia/endoscopia otologica
L’esame clinico dell’integrità anatomica dell’orecchio esterno e dell’orecchio medio, viene integrata dall’uso del microscopio ottico o da ottiche endoscopiche che permettono di rilevare quadri che, ad occhio nudo, potrebbero sfuggire. L’ingrandimento e la luminosità che questi strumenti consentono, permettono di esaminare nel dettaglio il condotto uditivo esterno, la membrana timpanica e, attraverso questa, per transilluminazione, le strutture anatomiche della cassa individuabili con questo mezzo. Inoltre, in caso di perforazioni della membrana timpanica preesistenti, si può esaminare la porzione di orecchio medio che si vede attraverso la perforazione che può dare indicazioni sullo stato di salute della mucosa, della presenza di secrezioni o altro entro la cassa ecc. Sempre in otomicroscopia/endoscopia si possono attuare delle manovre che permettano di ripulire, asportare corpi estranei o secrezioni. In A.L. Si possono fare anche piccoli interventi di courretage , l’asportazioni di piccoli colesteatomi o altro e praticare terapia medica transtimpanica.
Vestibologia
Questa parte dell’audiologia/otorinolaringologia, studia l’organo relativo all’equilibrio, localizzato nella regione vestibolare dell’orecchio interno. L’esame clinico della funzione vestibolare si avvale di una approfondita anamnesi e di una serie di test che permettono di avere un primo quadro sull’origine della sinatomatologia al fine di determinare, possibilmente, l’origine periferica o centrale del sintomo. Chiaramente, l’esame clinico deve essere supportato da eventuali esami strumentali elettrofisiologici per quantificare il danno e identificare meglio la sede della lesione che può aver causato il disturbo. A completamento di quanto esposto, si dovrànno affiancare indagini radiologiche (TAC, RMN) per escludere patologie del sistema nervoso centrale o periferico che potrebbero essere responsabili del quadro clinico. Una volta esclusa la patologia centrale, si può instaurare una adeguata terapia medica e riabilitativa che possa riportate il paxiente alla condizione di buona salute.
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